La verifica dell’impianto messa a terra è un’attività necessaria per appurare che l’impianto sia funzionale e sicuro e mantenga, inoltre, le medesime prestazioni di quando è stato progettato.
Il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) 462/2001 sancisce, per tutte le attività lavorative dove sia presente almeno un lavoratore, l’obbligo di eseguire le verifiche periodiche degli impianti elettrici di messa a terra, dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione da parte di un Soggetto Abilitato.
La responsabilità di affidare l’esecuzione delle verifiche ad un Soggetto Abilitato è del datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che sia anche il proprietario o meno dello stabile.
In assenza di dipendenti, permane l’obbligo disciplinato dalla norma CEI 64-8/7 di effettuare delle verifiche per controllare la corretta efficienza dei dispositivi di protezione.

Tali verifiche non sono da confondersi con gli interventi di manutenzione, eseguiti da soggetto abilitato, comunque differente dall’Organismo abilitato all’esecuzione delle verifiche periodiche.
La loro mancata effettuazione è un’inosservanza che viene contestata al datore di lavoro da parte di Ispesl, NAS ed Ispettorato del Lavoro in fase di attività di vigilanza. Per questo motivo, il datore di lavoro deve essere in possesso del verbale di verifica rilasciato dall’Organismo di Ispezione, per poterlo esibire in caso di controlli da parte degli Enti preposti.

Le verifiche degli impianti di messa a terra sono di diverso tipo a seconda dello scopo e della fase nel processo di realizzazione, omologazione e messa in funzione. Quindi possiamo parlare di verifica:

  • iniziale – eseguita al termine della realizzazione dell’impianto in conformità alle norme per la sicurezza degli impianti (Legge 5 Marzo 1990, n° 46). L’esito permette all’installatore di rilasciare la dichiarazione di conformità;
  • omologazione – procedura che attesta la corrispondenza dell’impianto ai requisiti tecnici normativi. L’omologazione è assolta nel momento in cui la dichiarazione di conformità dell’impianto viene rilasciata dal tecnico e inviata alle strutture di vigilanza preposte;
  • a campione – riguarda i nuovi impianti di messa a terra, dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche e dai contatti indiretti, in base ai criteri dell’art. 3 del D.P.R. 462/2001;
  • periodica – insieme delle procedure che consentono di verificare la permanenza dei requisiti tecnici di sicurezza dell’impianto nel tempo;
  • straordinaria – per accertare l’esistenza dei requisiti tecnici di sicurezza dell’impianto di messa a terra o dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, nel caso di esito negativo della verifica periodica, oppure nel caso di modifiche sostanziali dell’impianto o diverse destinazioni d’uso dei locali.

Considerata l’importanza di un impianto elettrico di messa a terra efficiente, secondo quando indicato dal D.P.R. 462/2001, le verifiche devono essere eseguite ogni:

  • 2 anni – per gli impianti con caratteristiche che rientrano nel quadro delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011); ovvero impianti situati in ambienti che, in caso d’incendio, comportano rischi più elevati, i così detti luoghi MA.R.C.I. (Maggior Rischio in Caso d’Incendio). Per esempio laddove sono presenti problematiche legate all’elevata densità di sfollamento, strutture costruite con materiali facilmente combustibili o in cui sono presenti materiali infiammabili. Le periodicità della verifica degli impianti elettrici è biennale anche per i locali ad uso medico e simili, i cantieri e i luoghi con pericolo di esplosione;
  • 5 anni – per tutti gli impianti soggetti al D.P.R. 462/2001 che non rientrano nell’obbligo biennale, perché ritenuti “ambienti ordinari”.

A prescindere dalla data di messa in funzione dell’impianto, la periodicità fa riferimento alla data riportata sulla dichiarazione di conformità eseguita dall’installatore. Dopotutto, nel tempo, l’impianto di messa a terra è soggetto ad usura, a prescindere che sia in servizio oppure no.

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