In data 25 Maggio 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale istitutivo del Registro dei Titolari Effettivi, come previsto dall’art. 21, comma 5, del D. Lgs. 231/2007. Si tratta di una novità di fondamentale importanza sul fronte della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, in quanto consente di disporre di un’unica banca dati nazionale sulla titolarità effettiva delle imprese.

In ottemperanza a tale decreto, i soggetti che hanno l’obbligo di comunicazione del “Titolare Effettivo” sono:

  • le imprese dotate di personalità giuridica (quindi, ad esempio, tutte le S.R.L. ordinarie, semplificate, start-up innovative, etc), le S.P.A. e altre società di capitale;
  • le persone giuridiche private (come le fondazioni e le associazioni e comitati riconosciuti);
  • i trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali nonché istituti giuridici affini.

Pertanto sono escluse le società di persone (società di semplici, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice).

Ma cos’è il “Titolare Effettivo” e come si individua? Il Titolare Effettivo è definito come la persona fisica che realizza un’operazione o un’attività oppure, nel caso di entità giuridica, chi come persona fisica, in ultima istanza, la possiede o controlla o ne è beneficiaria.

Fondamentalmente, esistono tre criteri per individuare il titolare effettivo, uno conseguente all’altro.

Il primo criterio, dell’assetto proprietario, individua i titolari effettivi in coloro che possiedono direttamente o indirettamente la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale sociale.

Il secondo criterio è quello del controllo, in quanto qualora l’esame dell’assetto proprietario non consenta l’individuazione della persona fisica o delle persone fisiche a cui è attribuibile la proprietà, il titolare effettivo è la persona fisica o le persone fisiche a cui è attribuibile il controllo della società tramite:

  • controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
  • controllo di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria;
  • esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante.

Il terzo criterio residuale individua il titolare effettivo in colui che esercita il potere di rappresentanza legale, di amministrazione o direzione della società.

Nei trust, la figura del titolare effettivo è definita dall’art.22 del D.lgs 231/2007, che identifica i titolari effettivi in tutte le persone che sono coinvolte nel trust, quindi il disponente, il beneficiario, il trustee e tutte le persone fisiche che esercitano un controllo sul trust, oppure che esercitano un controllo sui beni conferiti nel trust.

La pratica di comunicazione del Titolare Effettivo deve essere inviata in formato telematico tramite la Comunicazione Unica d’Impresa (clicca qui per saperne di più a riguardo) all’ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio territorialmente competente.

Per la compilazione e l’invio è possibile utilizzare, tra gli altri, anche DIRE, il sistema informatico messo a disposizione dalle Camere di Commercio e occorre disporre di un dispositivo di Firma digitale (clicca qui per avere maggiori informazioni) e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In caso di omessa o falsa comunicazione sono previste delle sanzioni: nel primo caso ai soggetti obbligati verrà applicata una sanzione amministrativa da 103 a 1.032 euro (art. 2630 c.c.); nel secondo caso agli amministratori è applicabile una sanzione penale della reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 10 a 30.000 euro (art. 55 D. Lgs. 231/2007).

Qualora desiderassi ottenere maggiori informazioni o volessi richiedere il nostro supporto per la presentazione della pratica di comunicazione del Titolare Effettivo, non esitare a contattarci. Spazio Impresa è a tua disposizione.

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